La nostra storia

Atlante tessile in cammino
VesteMMundi nasce da un percorso di ricerca artistica e antropologica fondato da Roberto "Joe" Scappaticcio.
Attraverso il viaggio, l'abito viene indagato come corpo narrante: attraversa comunità e paesaggi, assorbe storie, tensioni, trasformazioni. Non è superficie, ma soglia. Non è ornamento, ma linguaggio.

Il progetto intreccia ideazione sartoriale, cinema documentario e studio dei contesti sociali, configurandosi come laboratorio indipendente in costante evoluzione: uno spazio di ricerca dove la pratica creativa diventa strumento di indagine culturale e l'estetica si radica nell'etica.

VesteMMundi sottrae l'abito al consumo e lo restituisce al tempo.
Una produzione lenta, reale
Ogni abito nasce da un tempo esteso di ascolto e immersione nei territori attraversati.
Non esiste creazione senza relazione.

I capi sono disegnati dall'autore, che ne segue sviluppo dei modelli e prototipazione in dialogo diretto con artigiani e comunità locali. Le fibre utilizzate sono naturali e reperite sul posto, scelte nel rispetto della materia e del contesto.

La materia non viene forzata: viene compresa.
Il ritmo non è quello del mercato, ma quello delle relazioni.

Ogni creazione è inseparabile dal contesto umano che la rende possibile e porta con sé la traccia concreta dell'incontro: un gesto condiviso, una storia ascoltata, una memoria trasmessa.
Nella Sierra Nevada, il tessitore del villaggio della comunità Kogui mi mostra il suo lavoro al telaio ligneo verticale.
La fibra diventa pensiero. Il gesto diventa visione.
Sull'altopiano di Kharnak, i nomadi delle lane tessono a telaio indossando abiti realizzati in Colombia.
La staffetta degli abiti attraversa i continenti: un capo diventa ponte tra mondi lontani.
Metodo e visione etica
L'abito diventa archivio mobile.
Raccoglie memorie collettive, stratificazioni culturali, tensioni contemporanee. Custodisce ciò che rischia di dissolversi.

La ricerca si fonda sull'incontro diretto con cooperative femminili, artigiani, ONG e realtà territoriali, privilegiando filiere corte e processi etici. Non si tratta di estetizzare la tradizione, ma di riconoscerla come sapere vivo.

VesteMMundi promuove un esame di coscienza sul sistema moda contemporaneo: valorizza mestieri abbandonati, sostiene percorsi formativi, protegge saperi tradizionali, favorisce produzioni legate al territorio e rispettose delle persone. La pratica del progetto invita ad abbandonare la logica del consumo rapido per tornare all'utilizzo consapevole, alla durata, alla responsabilità condivisa.

Ogni tappa non è un semplice spostamento geografico ma una relazione.
L'abito prende forma insieme alle persone che lo rendono possibile, dialogando con la storia e l'identità del territorio.
Continuità e Trasmissione
Gli abiti viaggiano. Si incontrano. Si trasformano.

Ogni tappa dialoga con la precedente: la creazione diventa ponte tra comunità, memoria condivisa ed esperienza vissuta. Nulla si interrompe; tutto si trasmette.

I documentari che accompagnano il progetto seguono gli accadimenti in modo spontaneo e libero, senza sceneggiature e ripetizioni forzate. L'autenticità delle situazioni viene preservata. Riprese e regia sono curate dall'autore, mantenendo uno sguardo diretto e immersivo.
Nel campo di Makhmour, una cooperativa di donne mantiene viva la tradizione degli abiti di Rojava, lavorando in un laboratorio sartoriale dedicato agli abiti tradizionali.
Cucire è memoria. Cucire è resistenza.
Ai piedi del K2, nel villaggio di Turtuk, incontriamo la comunità baltistan.
Il tessuto conserva ciò che la storia tenta di dividere.
I Capitoli
Reunion — L'isola durante il silenzio

Nel periodo della pandemia e della chiusura commerciale globale, la scarsità di materie prime impone una trasformazione radicale del processo creativo. Sono disponibili soltanto cotone/lino d'arredo e tessuti malgasci, ma i colori intensi riconnettono alla forza naturale dell'isola.

La limitazione diventa origine.
La sottrazione genera visione.

I capi realizzati costituiscono il primo gesto della staffetta: in Colombia verranno indossati dalle comunità indigene, inaugurando la continuità del viaggio dell'abito.
Amazzonia — Comunità indigene della Colombia
I tessuti naturali vengono intrecciati manualmente da artigiani della realtà A New Cross, guidata da Nicolas Riveiro, utilizzando lana di alpaca, cotone tipico dell'Amazzonia e tinture naturali.

L'abito diventa punto d'incontro e scambio culturale tra Ande e Amazzonia, generando un dialogo tra geografie, memorie e tradizioni lontane.

Gli abiti realizzati a Reunion vengono qui indossati dalle comunità Murui, Kogui e Totoyes. La produzione locale apre nuovi capitoli: un dialogo tra materie e saperi ancestrali, tra oceano e foresta.
Tra l'Oceano Indiano e il vulcano Piton de la Fournaise, nell'Isola della Réunion, la natura osserva il silenzio globale della pandemia COVID 2020. La materia respira.
(Intro del mediometraggio “Reunion Island” – 2020)
Verde Sangue
Un'opera cinematografica dove terra, radice e materia si confrontano.
La moda si spoglia dell'estetica per tornare origine.
Himalaya — Etica e filiera integrata
In Himalaya la collaborazione con Jigmat Couture garantisce tessuti di alta qualità, realizzati con fibre di yak e lino, tinture naturali e processi artigianali rigorosi all'interno di una filiera corta e sostenibile. Jigmat Couture è riconosciuto per l'attenzione alla responsabilità sociale, in particolare verso le donne artigiane, conciliando tradizione, estetica e consapevolezza etica.

Qui il progetto entra in contatto con le comunità rurali della catena himalayana: Dardi, Balti e nomadi delle lane. In questo contesto nasce il film Parivara – Le Ultime Famiglie, che esplora le famiglie tessili dell'Himalaya, dal Kashmir fino al Rajasthan, interrogando la continuità dei saperi e la fragilità delle tradizioni.

Gli abiti realizzati in Colombia vengono indossati dalle comunità himalayane, completando la staffetta e trasformandosi in portatori di nuove storie, nuovi gesti, nuove memorie.
Iraq — Identità e resilienza
Nel Kurdistan iracheno il progetto incontra comunità yazide sopravvissute alle persecuzioni dell'ISIS e cooperative femminili del campo di Makhmur.

Qui, fino al 2019, indossare abiti tradizionali poteva costare la vita.

In questo contesto il vestire assume un valore radicale.

Diventa atto politico, simbolo di pace, resilienza e identità culturale.

Gli abiti himalayani vengono indossati dalle comunità yazide, assire e curde musulmane. Contestualmente vengono realizzati nuovi capi in Shal, tessuto radicato nella tradizione tessile irachena, riaffermando una continuità culturale che la violenza aveva tentato di spezzare.

Il documentario derivante da questa esperienza è attualmente in fase di montaggio, pronto a restituire le storie, i gesti e le memorie delle comunità coinvolte.
Parivara – Le ultime famiglie
Un docufilm sulle comunità che resistono all'estinzione culturale.
L'abito diventa archivio vivente di ciò che il mondo rischia di dimenticare.
Nel campo di Sharya, incontriamo la comunità Yazida vittima dell'ISIS.
L'abito tradizionale yazida diventa simbolo di identità e continuità. Vestire è esistere.
Esposizioni e restituzione
L'esperienza dei territori viene restituita attraverso mostre immersive, installazioni, video e abiti. Il pubblico è invitato a percorrere un viaggio sensoriale e culturale: un attraversamento che parte dall'Italia, incontra il mondo e ritorna al territorio con maggiore maturità e consapevolezza.

VesteMMundi è oggi anche un'associazione culturale: gestisce bandi, coordina la logistica delle mostre e opera nel sociale, sostenendo ONG e realtà impegnate nel supporto alle comunità vulnerabili.

Tra le iniziative attive oggi, sosteniamo a Duhok le donne yazide tramite Farida Global Organization.
Visione
VesteMMundi immagina un sistema in cui l'abito non sia oggetto di consumo rapido, ma strumento di relazione, memoria e consapevolezza.

Un atlante in continuo movimento, dove moda, antropologia e cinema dialogano per generare un linguaggio capace di attraversare confini geografici e simbolici.

Nel tessuto non solo materia, ma significato.
Al Binario 49, VesteMMundi si trasforma in esibizione performativa.
Gli abiti, nati nei viaggi, entrano nello spazio urbano e diventano gesto condiviso.
Nella città sacra di Varanasi, tra templi e rive del Gange, la modella attraversa i luoghi del rito indossando VesteMMundi.
L'abito dialoga con il sacro. Il viaggio diventa contemplazione.